Air Dolomiti


Chi siamo...

Al giorno d’oggi, viviamo sempre di più proiettati in ciò che accade fuori di noi: per questo trovare il tempo di ascoltarsi e porsi delle domande diventa sempre più raro e poche esperienze, come quelle date dalla nascita di un bambino diverso, aiutano realmente a recuperare un rapporto con se stessi e a far riemergere il proprio vissuto.

Ogni persona ha in sé una dignità che neanche la peggiore malattia può offuscare. Riconoscerlo è un gesto semplice, ma che sovverte gli schemi precostituiti e introduce a una novità continua nella vita.

Partendo da questo sguardo, accogliere non è più espressione di una generosità sentimentale, ma diventa modalità privilegiata per crescere.
L’educazione coinvolge profondamente chi educa e non si tratta di progetti standard o di regole da inculcare: è una scommessa su di sé, prima di tutto. Una sfida per chi è chiamato a educare.

Quanto più ci lasciamo provocare e mettere in discussione dalla realtà che incontriamo, tanto più saremo in grado di creare un contesto che favorisca la compartecipazione dell’altro, aiutandolo veramente a crescere.
L’accettazione delle diversità è un grande indicatore della maturità degli uomini e del grado di civiltà di una collettività.

La sindrome di Down è una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule di chi ne è portatore: invece di 46 cromosomi, nel nucleo di ogni cellula ne sono presenti 47, vi è cioè un cromosoma n.21 in più; da qui anche il termine di trisomia 21.

Genetico non vuol dire ereditario, infatti nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria.
La conseguenza di questa alterazione cromosomica è una forma di disabilità caratterizzata da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio.

Le cause delle anomalie cromosomiche sono un fenomeno “naturale”, in qualche modo legato alla fisiologia della riproduzione umana.

Ad oggi la scienza non ha saputo dare notizie esaurienti e certamente il cammino della ricerca è ancora lungo e complesso.

La sindrome di Down

I bambini con Sindrome di Down crescendo possono raggiungere, sia pure con tempi più lunghi, conquiste analoghe a quelle degli altri bambini: cammineranno, inizieranno a parlare, a correre e giocare.
Per aiutarli a superare le difficoltà di sviluppo derivanti dalla sindrome è opportuno organizzare interventi di tipo riabilitativo anche in età precoce e interventi educativi globali con continuità e sistematicità, che favoriscano la crescita e lo sviluppo del bambino con particolare riferimento alle aree linguistiche, motorie e neuropsicologiche.

È importante inoltre ricordare che ogni bambino è diverso dall’altro e necessita quindi di interventi che rispettino la propria individualità e i propri tempi.
Questo rispetto si raggiunge solo attraverso l’ascolto, la conoscenza, la condivisione e soprattutto la fiducia nell’altro.

La maggior parte delle persone con Sindrome di Down può raggiungere un buon livello di autonomia personale, sociale, e relazionale. Molti fra i giovani e gli adulti con Sindrome di Down possono apprendere un mestiere e impegnarsi in un lavoro svolgendolo in modo competente e produttivo divenendo individui autonomi e risorsa per la collettività.
Proprio in questo dato di fatto abbiamo trovato la spinta per lavorare insieme.

La speranza di contribuire alla costruzione di un futuro di autonomia e realizzazione sociale per i nostri figli, unita al desiderio di confrontarci e sostenerci nel nostro compito educativo, così normale e al tempo stesso così particolare, ha portato alla nascita dell’Associazione “Crescere Insieme”.

Sin dai primi incontri abbiamo cercato di mettere a tema tra di noi la vita: l’esperienza con i nostri figli, gli articoli letti, i metodi di riabilitazione sperimentati, l’incontro con persone ed esperienze significative.

Confrontandoci ci siamo accorti che rispondevamo anche a un bisogno di noi adulti e non solo dei nostri figli: un rapporto in cui sentirsi accolti, tanto da poter accettare di crescere e cambiare insieme attraverso l’amicizia.


Desideriamo che la ricchezza di questa esperienza possa essere sperimentata da altri.

 
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